IL NADA YOGA

La disciplina del Nada-Yoga è una serie di tecniche musicoterapiche fondate su principi della filosofia yoga e della musica classica indiana.
Tale disciplina ha preso forma in seguito agli studi del prof. Vemu Mukunda, musicoterapeuta indiano, che ha unito tecniche di canto monodico e modale indiano, tecniche di respirazione, tecniche di visualizzazione, tecniche ritmiche, canto di mantra, utilizzo di strumenti quali strumenti a percussione e campane tibetane.
Il Nada – Yoga, o Yoga del suono, quindi, attraverso l’uso di queste tecniche psicofisiche, mette in atto delle trasformazioni di blocchi emotivi ed energetici con l’obiettivo di raggiungere l'integrazione della personalità, la ri-connessione con il Divino e la realizzazione spirituale. Scopo principale, pertanto, è ritrovare un'integrazione armoniosa di corpo, mente e spirito, Come lo Yoga stesso, questa disciplina non è solamente un insieme di tecniche, pur raffinate che siano: è l'espressione di un'attitudine interiore di equilibrio, di una consapevolezza che abbraccia l'universo intero nell'armonia. Le tecniche dello yoga, come il Nada Yoga, vanno perciò intese come uno strumento per ri-educare e trasformare la mente e il corpo al fine di ritrovare il nostro centro, la nostra pace e calma assoluta. La trasformazione avviene proprio perché si utilizza il suono, che per la filosofia indiana, è la via di purificazione e di elevazione spirituale, perché ti ricongiunge alla particella generatrice.
Ogni essere umano, dice Mukunda, raggiunta l'età adulta assume una vibrazione che lo distingue e lo rende nota unica e caratteristica del grande concerto cosmico. Scoprire quale è la propria nota personale, la propria TONICA, aiuta a riarmonizzare le energie per stare meglio nel proprio corpo, nei luoghi e con le persone con cui si vive. Pertanto, alla base di questa disciplina, c’è proprio il concetto della Tonica, e l’utilizzo di tutte le tecniche potrà così essere effettuato in modo perfettamento mirato, sulla proprio frequenza di risonanza interiore.
Il progetto “Om: sul filo del suono”, propone percorsi individuali, oppure di gruppo, e serate a tema, in cui esplorare i nostri diversi stati emotivi, attraverso le diverse tecniche del NADAYOGA.

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PERCORSO TRASFORMATIVO CON IL NADAYOGA - lo Yoga del Suono - 

SERATA DI PRESENTAZIONE:

LUNEDI' 18 GENNAIO 2016 ORE 21.00

Le date saranno le seguenti: 

25 GENNAIO 2016
1 - 8 - 15 - 29 FEBBRAIO 2016
7 - 14 - 21 MARZO 2016

 

NADAYOGA APPROFONDIMENTO


Ciò che ha portato la mia attenzione verso il nada–yoga, è stata la risonanza del pensiero e della filosofia Yoga, con quanto da me già studiato all’interno di tutto il mio percorso di formazione di questi anni, nonché con l’effettiva esperienza di lavoro in questo ambito, e per finire, non in ordine di importanza, per la risonanza profonda anche con il mio sentire e il mio percorso di crescita personale e spirituale.


Dal punto di vista del Nada-Yoga, il Suono arriva prima delle parole, prima ancora del pensiero. È un modo per modulare l’Energia. Mette in risonanza tutto ciò che incontra; entra, per così dire, in relazione con l’oggetto, o meglio con la vibrazione propria a quell’oggetto. Può trovare assonanza, sviluppare delle armoniche o produrre dissonanza, ma comunque stabilisce un “contatto” vibratorio e interagisce con la materia, la persona, le sue emozioni, la sua psiche. E muove l'Energia.


L'antico termine sanscrito "Nada" indica che il suono trae origine dall'unione tra l'energia del respiro (na) e quella del calore (da) ed è proprio l'attrito del fiato contro le corde vocali che fa scaturire la voce. Il suono riesce quindi ad evocare tale energia, a mettere in moto il Prana, e il calore percepito durante il canto è un indicatore di questa attivazione. Nel caso di emozioni "trattenute" siamo di fronte ad energia ghiacciata, cristallizzata, in quanto privata della sua forza dinamica, e che è necessario scioglierla ed elaborarla. Sappiamo che parlare dei propri problemi già aiuta a scongelare queste energie bloccate e di conseguenza i sentimenti e le emozioni collegate.


Questa prospettiva, nell’arco del tempo della mia formazione, è diventata sempre più quella che mi sembra la miglior risposta terapeutica per l’individuo, che si avvalga dello strumento suono/energia come strumento principale di aiuto: una risposta che porti la persona al centro, rendendola partecipe e protagonista del suo benessere, attraverso la consapevolezza delle sue risorse energetiche, delle sue capacità di auto guarigione, delle sue potenzialità.